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“Il loro varo è scontato, tutto il sistema ne gioverà”, dice Giovanni Lionetti, ad di Swag, società di mining che sta sviluppando un progetto industriale.

Le criptovalute e le valute “tradizionali” in versione digitale sono destinate a convivere. Situazione che andrà a tutto vantaggio dei cittadini. Non ha dubbi sulla futura evoluzione della rivoluzione digitale nel campo monetario Giovanni Lionetti, amministratore delegato di Swag, società nata nel 2019 e specializzata nel mining di Bitcoin e proprietaria di un evoluto sistema di wallet per la valuta inventata da Satoshi Nakamoto nel 2009. L’euro digitale, al cui sviluppo la Banca Centrale Europea sta già lavorando da qualche tempo, affiancherà il Bitcoin e le sue sorelle minori in uno scenario molto variegato.

«Le criptovalute non sostituiranno in toto le valute tradizionali e nei prossimi anni si vedrà una convivenza che, a mio giudizio, aumenterà ulteriormente le potenzialità legate ad entrambe. Certamente stiamo parlando di casi d’uso diversi ma, l’utilizzo del Bitcoin, non precluderà quello delle valute fiat (ndr, tradizionali) e viceversa. Le banche centrali stanno creando le loro valute digitali e, seppur con forte ritardo rispetto al Bitcoin e alle altre cryptocurrency, entreranno in maniera importante in questo mercato e si affermeranno soprattutto presso la massa, che le percepirà come più solide e sicure rispetto alle nuove valute digitali».

Secondo Lionetti, l’euro e il dollaro digitali dovranno però faticare non poco per recuperare il terreno perso, in un mercato che mostra una forte crescita non solo come numeri ma anche come applicazioni. «L’esempio migliore è rappresentato dalla DeFi (ndr, Decentralized Finance) e dagli Ntf (ndr, non fungible token) che, seppur appena nati, stanno raccogliendo capitali e interessi in ogni parte del mondo. Le banche centrali potrebbero vedere ridimensionato il loro ruolo chiave nel mondo della finanza solo nel caso in cui ritardassero troppo l’adozione di questi strumenti, ma ritengo che non si lasceranno scappare questa opportunità: svilupperanno in proprio le tecnologie necessarie oppure acquisiranno le nuove realtà che hanno già creato infrastrutture in grado di affermarsi in questo contesto».

Secondo l’ad di Swag siamo davanti ad una lenta ma progressiva accettazione delle tecnologie basate sulla blockchain, di cui il Bitcoin è solo un’espressione: «Non esiste un bottone che consenta lo spegnimento di quello che dal 2009 a oggi è stato creato, anzi, nel tempo, vedremo sempre più realtà che non solo introdurranno il Bitcoin nella propria economia ma che cercheranno di sfruttarne i benefici».

Alcuni esperimenti di convivenza fra criptovalute e valute tradizionali sono già partiti, come dimostrano il caso di El Salvador e della città di Miami: «Quello di El Salvador è già un successo, perché ci sono più persone con un wallet di Bitcoin che con un conto corrente bancario. La Fed, per parte sua, può fare poco per fermare l’esperimento di Miami. Tra l’altro siamo già entrati nell’era della creazione di prodotti finanziari basati su cryptocurrency, mi riferisco alla recente approvazione di Etf legati a Bitcoin».

Nel caso del Paese centroamericano l’esperto di criptovalute prevede anche che si possa registrare un imponente afflusso di capitali grazie alle società che fanno mining, settore in cui è attiva la stessa Swag. La società fondata da Lionetti vende infatti capacità computazionale per il mining, ovvero per la creazione di Bitcoin.

E lo fa offrendo ai clienti la possibilità di scegliere fra diverse modalità, fra cui quella di affittare solo una parte di una macchina molto potente oppure avendo la certezza di conoscere in anticipo tutti i costi di produzione. Il mining di Bitcoin richiede infatti computer molto potenti, che non sono alla portata di tutti, e necessita di energia elettrica a basso costo per essere redditizio. «Soprattutto in un contesto come quello attuale, fatto di forti oscillazioni del prezzo dell’energia, il mining domestico non è più possibile, almeno per quel che riguarda il Bitcoin — aggiunge Luciano Costanzo, chief mining officer di Swag — Proprio da queste considerazioni nasce il nostro progetto industriale. Solo con grandi numeri si possono infatti generare economie di scala nell’acquisto dei miners, nei costi energetici, nella manutenzione, etc. Swag ha la propria potenza di calcolo in farm sostenibili e a disposizione della blockchain per certificare le transazioni; miniamo di conseguenza Bitcoin per noi e per la nostra community. Abbiamo inoltre creato l’infrastruttura exchange e wallet per far incontrare il Bitcoin con le valute tradizionali e quindi utilizzarlo con semplici carte di credito, oltre che custodirlo in totale sicurezza».

Nella visione di Swag per il cittadino ci sono solo vantaggi, nel senso che, grazie alle cryptocurrency, i pagamenti sono diventati più veloci (e lo diventeranno sempre di più), oltre che più economici: «I benefici riguardano però anche tutta quella parte di finanza legata a prestiti, servizi assicurativi, rendimenti passivi, prediction market, trading che, grazie alla finanza decentralizzata, potranno essere utilizzati e sfruttati da una vastissima platea di persone che, da semplici spettatori, potranno diventare protagonisti di questa rivoluzione» conclude Lionetti. – m.fr.

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