Le criptovalute, e più in particolare il Bitcoin, sono state al centro dell’attenzione negli ultimi anni, tanto che molte persone hanno sviluppato idee errate su di esse.

Molti credono ancora a falsi miti che, spesso alimentati anche dalla disinformazione o dall’impreparazione, possono impedire la giusta e corretta comprensione delle potenzialità e dei benefici che queste innovazioni possono offrire.

I principali falsi miti su Bitcoin

In questo articolo, cercheremo di sfatare i principali falsi miti sul Bitcoin, distinguendo i fatti dalla fantasia e senza farci intimidire dai rischi e dai limiti di questa tecnologia, così da mostrare perché investire sulla criptovaluta più popolare al mondo può essere la scelta giusta per te.

  • Investire in bitcoin è troppo rischioso
  • Il bitcoin non ha un valore reale
  • Bitcoin non è sicuro
  • Bitcoin consuma troppa energia

1) Investire in bitcoin è troppo rischioso

Il primo mito riguarda il livello di rischio che si corre acquistando bitcoin.

 

Si pensa spesso che il Bitcoin sia troppo rischioso da possedere o che il suo acquisto si riveli una possibilità troppo “speculativa” riservata solo a esperti Ma in realtà, proprio come per qualsiasi altra forma di bene acquistabile, la scelta di fare posto a questa criptovaluta nel proprio portafoglio va fatta a seconda delle proprie possibilità, della tolleranza al rischio e dell’orizzonte temporale che si tiene in considerazione.

 

Nella realtà, bitcoin ha dimostrato di avere un tasso di rendimento a lungo termine sorprendentemente stabile e ha superato le prestazioni di molti altri beni paragonabili. Nel corso di oltre dodici anni, il suo prezzo ha attraversato diversi cicli e ogni volta ha recuperato, raggiungendo nuovi record.

 

Come per qualsiasi nuova tecnologia, è infatti possibile prevedere un andamento altalenante con fasi di forte espansione e contrazione. E anche molti dei principali acquirenti di bitcoin ritengono che le sue oscillazioni propongano un modello tipico dei mercati giovani. 

 

Il bitcoin, secondo questi, attraverserà fasi di salita e discesa con oscillazioni più contenute e ad intervalli più lunghi fino a raggiungere nel futuro una relativa stabilità. 

 

Solo il tempo dirà se queste previsioni sono corrette. Nel frattempo, restano ancora molte le opportunità di guadagno derivanti dalle attività di acquisto, mining e trading.

2. Il bitcoin non ha un valore reale

Altro attacco spesso rivolto alle criptovalute è quello di non avere fondamentalmente nessun valore.

 

Quest’ultimo sarebbe infatti determinato esclusivamente da non identificate manipolazione di mercato, trattandosi tra l’altro di asset non riconosciuti o comunque non regolamentati da qualche Banca Centrale.

 

Effettivamente il bitcoin non è sostenuto da una risorsa fisica come l’oro, né dal dollaro statunitense né da qualsiasi altra valuta fiat moderna. Ma è progettato appositamente per essere scarsamente disponibile, e ciò lo rende anche resistente all’inflazione. 

 

Per questo, negli ultimi anni, il bitcoin è diventato sempre più popolare come riserva di valore ed è stato più volte apostrofato come “oro digitale”.

 

La quantità massima di Bitcoin che potrà essere emessa è limitata a 21 milioni. Questo numero viene chiamato anche “max supply” o disponibilità massima. Questo limite è stato introdotto fin dalla creazione della criptovaluta per contenere l’inflazione e rendere il bene scarso e quindi prezioso.

 

Se la disponibilità di Bitcoin fosse illimitata e i BTC venissero estratti all’infinito, a un certo punto non varrebbero più nulla. Un altro meccanismo del Bitcoin che serve a ridurre le criptovalute in circolazione, per mantenerne la scarsità, è l’halving. Questo meccanismo regola la progressiva diminuzione delle ricompense elargite ai miner che validano i blocchi, che si dimezzano circa ogni quattro anni.

 

A parte questo aspetto, i bitcoin hanno un vantaggio unico rispetto all’oro: la loro portabilità e la facilità di accesso. Con il Bitcoin, non devi preoccuparti di acquistare e custodire lingotti d’oro pesanti e ingombranti. Puoi invece facilmente acquistarli e conservarli in modo digitale, ovunque tu sia nel mondo. Oppure, e ancora più facilmente, puoi estrarli tramite il mining.

 

Inoltre, il Bitcoin è una riserva di valore aperta a tutti, non solo alle elite finanziarie. Questo lo rende un’opzione attraente per coloro che vogliono proteggere i loro risparmi dalla svalutazione delle valute nazionali.

3) Bitcoin non è sicuro

Il terzo falso mito riguarda la sicurezza di Bitcoin. Molti credono infatti che il bitcoin sia vulnerabile agli attacchi hacker e alle frodi. Ma questa falsa credenza deriva dalle notizie di attacchi ad aziende e servizi di terze parti che fanno uso della rete Bitcoin, e non alla rete Bitcoin stessa.

 

Gli attacchi hacker di alto profilo alle prime società che operavano sulla piattaforma Bitcoin con procedure di sicurezza non ottimali, come nel caso dell’attacco all’exchange giapponese Mt. Gox, o come nel caso degli attacchi agli utenti del wallet provider Ledger, hanno portato molti utenti a dubitare della sicurezza di Bitcoin. La verità però è molto diversa: la rete Bitcoin non è mai stata violata dagli hacker. 

 

Il suo codice open source è stato esaminato da innumerevoli esperti di sicurezza e informatici. Il bitcoin è stata la prima valuta digitale a risolvere il problema di un attacco malevolo come la doppia spesa, rendendo le valute peer-to-peer, basate su una “rete trustless”, una realtà. 

 

In una rete trustless, la sicurezza e la validità delle transazioni non dipendono dalla fiducia che le parti hanno l’una nell’altra, ma piuttosto dalla crittografia e dalla verifica automatica delle transazioni da parte di una rete di computer distribuiti. Ciò significa che la rete blockchain registra e verifica tutte le transazioni in modo trasparente e immutabile, in modo che nessuna parte possa manipolare o contraffare le transazioni.

 

Inoltre, tutte le transazioni effettuate tramite la rete Bitcoin sono irreversibili.

4) Bitcoin consuma troppa energia

L’estrazione dei Bitcoin comporta un elevato consumo energetico, ma valutare l’impatto ambientale è un compito arduo. Va considerato che l’economia digitale nel suo complesso richiede una quantità considerevole di energia. Pensiamo al sistema bancario globale e all’energia necessaria per elaborare transazioni, alimentare gli uffici, gli ATM, le filiali locali e altre attività correlate non sembra poi tanto da meno.

Una recente ricerca del fondo newyorkese Ark Investment Management conclude che “il bitcoin è molto più efficiente rispetto alle attività bancarie tradizionali e all’estrazione dell’oro su scala globale”.

Secondo il Cambridge Bitcoin Electric Consumption Index, inoltre, una porzione significativa del cosiddetto mining di bitcoin è alimentata da fonti di energia rinnovabile (tra cui energia eolica, idrica e solare), in una percentuale che varia dal 20% a oltre il 70%.

Si potrebbe persino argomentare che gli incentivi economici collegati all’estrazione dei bitcoin contribuiscono a promuovere una gestione delle risorse energetiche sostenibile.

I miner, infatti, cercano costantemente di aumentare i profitti riducendo i costi dell’elettricità, in un mondo in cui l’energia rinnovabile diventa rapidamente l’opzione più economica.

Alcune mining farm hanno adottato tecnologie e fonti di energia rinnovabile per alimentare le proprie attività, riducendo così l’impatto ambientale. Ad esempio, nel 2019 è stata inaugurata in Svezia una mining farm alimentata interamente da energia idroelettrica. In Islanda, alcune mining farm sfruttano l’energia geotermica per alimentare le loro attività.

Tuttavia, rimangono ancora delle sfide da affrontare per ridurre ulteriormente l’impatto ambientale dell’estrazione di criptovalute.

Conclusioni

Speriamo di averti aiutato a sfatare alcuni dei falsi miti che circolano su Bitcoin e di aver dimostrato che questa criptovaluta rappresenta un’opportunità interessante per chiunque sia alla ricerca di una nuova fonte di possibile guadagno.

 

Sebbene esistano rischi associati al bitcoin, così come per qualsiasi altro bene disponibile, le sue prospettive sono e restano promettenti. La sua natura decentralizzata e il suo limite di offerta lo rendono infatti un asset sempre più desiderabile sul medio e lungo termine.

 

Inoltre, il crescente interesse da parte di grandi istituzioni finanziarie e aziende leader a livello mondiale, conferma la legittimità del Bitcoin come asset privilegiato e come mezzo di pagamento accettato a livello globale.

 

Uno dei metodi più redditizi per ottenere bitcoin è senz’altro il mining.

 

Il mining di bitcoin richiede però capacità, professionalità e hardware specializzato. Non è quindi una pratica che si può improvvisare, e sicuramente non da soli.

 

Il nostro consiglio è di affidarti a chi gestisce quotidianamente migliaia di macchine nelle principali mining farm internazionali. Di chi ha saputo creare una potente community capace di ottenere le migliori condizioni economiche. Di chi ha investito seriamente e concretamente in macchine performanti e reali. In una parola, SWAG!

 

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Una volta selezionata la macchina e la durata del contratto, non devi far altro che controllare i messaggi che riceverai ogni giorno per essere sempre aggiornato sui risultati dell’estrazione.

 

Potrai quindi conoscere l’importo estratto in BTC e verificarlo direttamente nel tuo saldo sul wallet Swaggy, uno strumento unico per gestire le tue transazioni con la massima affidabilità e con il supporto della tecnologia più avanzata disponibile. 

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